Recensione cliente

Recensito in Italia 🇮🇹 il 22 luglio 2019
La fantascienza distopica ha una tendenza riconoscibile in tutte le sue forme: rimuginare sul passato è inutile; il futuro, conquistato con il rifiuto del presente e la contestuale ribellione, è sempre una versione migliorata del passato. Il mito del passato è un vezzo di ieri, vagheggiato più che ricordato, e destinato a raccontare un tempo e quello soltanto. SCREAMING DORA di Laura Scaramozzino (Watson edizioni), fa un originale percorso a ritroso: dal futuro desiderabile, al passato rifiutato; dall’armonia prestabilita, al caos; dalla perfezione all’imperfezione; dall’utopia alla distopia: in altri termini, il nostro presente.
Mettetevi comodi: Dora deve parlarvi.

Elemento fresco, veramente originale, dell’opera è la vena intimistica che percorre il racconto, che non ripiega mai davanti agli elementi narrativi e di worldbuilding, ma emerge a ogni passo nelle riflessioni di Dora, nei suoi sguardi sempre più spietati sugli altri e sul mondo; nei suoi momenti di sincera eccitazione per i potenti segnali che riceve dall’esterno. E in quelli più teneri, ma di uguale portata rivoluzionaria, che sperimenta grazie a Gabriele: un abbraccio, una carezza, la frenesia sessuale per uno sguardo o una sua caratteristica fisica.

Una distopia che va in controtendenza, SCREAMING DORA, che della rivoluzione racconta il percorso più che la meta; e che, pur incuriosendo con spiragli di un futuro tecnologico che è già un po’ il nostro presente, predilige il mito del passato e il ripiegamento intimistico. Naturale che lo stile sia, in certi punti, oscuro, con effetti stranianti e sconfinamenti nel grottesco che potrebbero essere di disturbo a un lettore abituato a scorrere le pagine a bordo vasca, distrattamente. Per me è stato un vero turn- pager, ma SCREAMING DORA non è un’opera pensata strettamente per intrattenere: d’altronde se la funzione dell’arte è di risvegliare gli animi dal torpore dell’inconscio, niente può restare a un livello così superficiale.
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4,0 su 5 stelle Una distopia che va controtendenza
Recensito in Italia 🇮🇹 il 22 luglio 2019
La fantascienza distopica ha una tendenza riconoscibile in tutte le sue forme: rimuginare sul passato è inutile; il futuro, conquistato con il rifiuto del presente e la contestuale ribellione, è sempre una versione migliorata del passato. Il mito del passato è un vezzo di ieri, vagheggiato più che ricordato, e destinato a raccontare un tempo e quello soltanto. SCREAMING DORA di Laura Scaramozzino (Watson edizioni), fa un originale percorso a ritroso: dal futuro desiderabile, al passato rifiutato; dall’armonia prestabilita, al caos; dalla perfezione all’imperfezione; dall’utopia alla distopia: in altri termini, il nostro presente.
Mettetevi comodi: Dora deve parlarvi.

Elemento fresco, veramente originale, dell’opera è la vena intimistica che percorre il racconto, che non ripiega mai davanti agli elementi narrativi e di worldbuilding, ma emerge a ogni passo nelle riflessioni di Dora, nei suoi sguardi sempre più spietati sugli altri e sul mondo; nei suoi momenti di sincera eccitazione per i potenti segnali che riceve dall’esterno. E in quelli più teneri, ma di uguale portata rivoluzionaria, che sperimenta grazie a Gabriele: un abbraccio, una carezza, la frenesia sessuale per uno sguardo o una sua caratteristica fisica.

Una distopia che va in controtendenza, SCREAMING DORA, che della rivoluzione racconta il percorso più che la meta; e che, pur incuriosendo con spiragli di un futuro tecnologico che è già un po’ il nostro presente, predilige il mito del passato e il ripiegamento intimistico. Naturale che lo stile sia, in certi punti, oscuro, con effetti stranianti e sconfinamenti nel grottesco che potrebbero essere di disturbo a un lettore abituato a scorrere le pagine a bordo vasca, distrattamente. Per me è stato un vero turn- pager, ma SCREAMING DORA non è un’opera pensata strettamente per intrattenere: d’altronde se la funzione dell’arte è di risvegliare gli animi dal torpore dell’inconscio, niente può restare a un livello così superficiale.
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4,1 su 5 stelle
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9 valutazioni globali
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