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Recensione cliente

Recensito in Italia il 19 luglio 2019
La prima volta in cui io sono morta è il titolo del libro d’esordio di Marta Minotti. Nata a Terni, laureata in conservazione dei beni culturali, lavora come addetta all’accoglienza in una struttura privata. Ha pubblicato il suo libro attraverso il self publishing accettando cosi una ambiziosa sfida personale, forte della consapevolezza di aver scritto un buon libro essendo stato anche tra i finalisti del concorso Io scrittore. Scelta che condivido, il self publishing è una grande sfida, un “all-in” sul proprio talento che se vinta, però, riuscendo a farti raggiungere buoni volumi di vendita, grazie unicamente al passaparola e alle buone recensioni, diventa oltremodo gratificante e dà una spinta decisiva alla propria autostima e al proprio ego spronandoti a continuare e a migliorare (e a guadagnare…). Terminato questo pistolotto sul self publishing, a cui io comunque credo molto, passo volentieri a parlare del libro. La protagonista principale è certamente Silvia che viene ritrovata dal marito appesa al lampadario della loro camera da letto dopo aver tentato il suicidio. Viene portata d’urgenza all’ospedale dove le salvano la vita ma a causa della prolungata mancanza di ossigeno al cervello riporta gravi danni motori e alla memoria. Piano piano grazie alla sua tenacia e ad estenuanti sedute di fisioterapia riuscirà a ritrovare la capacita di muoversi ed anche a ricordare sempre più chiaramente i dettagli dell’ultimo periodo della sua vita. Aiutata anche dal padre e dalla figlia riuscirà a capire cosa è veramente successo il giorno del suo “suicidio”. Di più non si può dire perché il romanzo va scoperto a poco a poco godendo della lettura di ogni pagina. Dico questo perchè il libro a me è piaciuto moltissimo, è un esordio coi fiocchi e ritengo che le numerose recensioni positive siano più che meritate. Scrittura fluida, diretta, incalzante, che coinvolge sin dalle prime pagine grazie ad un ritmo narrativo vivace. Racconto ricco di suspense che tiene col fiato sospeso e si mantiene interessante fino all’epilogo. Finale sorprendente. Un’autrice dalla quale ora mi aspetto molto perché l’esordio promette veramente bene. Un solo appunto, ma questo solo per appagare il mio gusto, spero che nel prossimo romanzo sia ancora più “spregiudicata” spingendo un po’ sull’acceleratore nelle situazioni più efferate. Secondo me siamo al cospetto di una potenziale ottima thrillerista. Consigliato.
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