Recensione cliente

Recensito in Italia 🇮🇹 il 3 aprile 2015
E' delizia continua.
La penserete così, naturalmente, se siete stati folgorati, come me, dal precedente romanzo di esordio di Alessandro Robecchi ('Questa non è una canzone d'amore'). In questo caso l'acquisto può esser fatto a occhi chiusi: l'autore non tradisce. E già questo, nei tempi attuali di facce multiple e di cambi di casacca, potrebbe essere la notizia.
Comprando il libro, infatti, vi assicurate una nuova vicenda del protagonista (un simpatico e incasinato autore di un programma televisivo 'trash'), ma restate in atmosfera: condotti per oltre quattro ore sull'ottovolante senza tregua di una scrittura originale, eccitata ed eccitante, colorata e guizzante, sempre piacevolmente sovratono, che alterna ironia a tratti di comicità intelligente.
Linguaggio rutilante, metafore spiazzanti, vocabolario che oscilla con sapienza tra 'alto' e 'basso': un impasto unico, che contribuisce a non farti staccare dalle pagine.
Insieme, naturalmente ad una storia ben intrecciata, solida, misteriosa: che parte da uno strano giapponese che il protagonista si trova 'imbucato' in casa in una festa di compleanno, passa ad una fantasmagorica e simpatica compagnia di immigrati sudamericani e arriva, per la verità con pochi ma 'significativi' omicidi, ad un finale che ovviamente ognuno scoprirà.
Sullo sfondo, ma in primo piano, una Milano da Expo che preannuncia, perché ormai la fantasia è sempre inferiore alla realtà, ciò che nella realtà è già accaduto e leggiamo ogni giorno sulla stampa, nella pagina degli scandali quotidiani. Ma stavolta i fatti riescono ancora a strabiliare: almeno se il lettore è tipo sensibile e ha conservato, ancora, qualche risorsa di indignazione e vorrebbe sentirsi, ancora e disperatamente, cittadino di uno Stato civile.
Una nota merita la nuova relazione del protagonista con la bella ecuadoriana mozzafiato: qualcosa di più, sembra, del solito 'chiodo-scacciachiodo' nei confronti della storia precedente, che si intuiva aver lasciato segni profondi. Per le scene d'amore la letteratura ha speso ormai ogni descrizione possibile: e le parole, anche quando siano intense e non rituali, rischiano la banalità e la ripetitività. Qui lo stile inventivo dell'autore, che sa usare in modo originale, con abilità e in crescendo, la dimensione poetico-romantica, per poi 'abbassarla' con l'ironia al piano smitizzante della quotidianità, sembra compiere il miracolo: e sono righe che anch'esse si godono per la magia da cui sono avvolte.
Insomma, se la delizia continua c'è spazio per la prossima puntata.
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