Recensione cliente

Recensito in Italia 🇮🇹 il 24 settembre 2014
Il romanzo poliziesco è ambientato nella Napoli negli anni Trenta in pieno regime fascista. L'autore descrive magistralmente una città dagli stetti vicoli con palazzi di nobili decaduti, con i caffé; poi usi e costumi di tempi passati(quale la festa della Madonna Bruna) nonché dei mestieri artigianali(oggi non più praticati)quale era l'arte dell'oreficeria, esercitata da Mastro Nicola Coviello la cui morte ed il mestiere avranno un ruolo fondamentale per la soluzione del caso su cui indagano il commissario Ricciardi con il fedele maresciallo Raffaele Magione. Questo è il romanzo più lungo che Maurizio De Giovanni abbia scritto per la serie delle Indagini del Commissario Ricciardi, iniziate con 'Le lacrime del coccodrillo'(Napoli,Gaus editore 2006). Ma è nell'introvabile racconto 'I vivi e i morti'(2005) che si conoscono le origini di Luigi Alfredo Ricciardi, importanti per capire i successivi romanzi. Ma soprattutto per conoscere il metodo per risolvere gli omocidi in cui è impegnato un Commissario dal carattere cupo e terminato a vagliare le tutte le ipotesi che conducono agli eventi delittuosi, fermamente convinto che le cause scatenanti la violenza omicida siano la Fame e l'Amore. Allo stesso tempo è incapace nell'affrontare situazioni sentimentali per quel segreto che non può rivelare purché sia sicuro di provare un amore vero. Luigi Alfredo è figlio unico dei Baroni di Malomonte in Fortino nel salernitano ed ha una particolare dote sensitiva ovvero udire le ultime parole e gli intenti di una persona morta per incidente o omicidio in presenza del cadavere. Parole che continua sentire passando o ritornando sul luogo dove è avvenuto il decesso. Questo è segreto di Riccardi (ereditato dalla madre) denominato il 'Fatto'. In seguito al decesso dei genitori il ricchissimo giovane Barone si trasferisce a Napoli con Rosa, l'anziana tata di sua madre la quale in punto di morte gli affidò la cura del figlio e del patrimonio da esso ereditato. Laureato in
giurisprudenza Luigi Alfredo assume il ruolo di Commissario della Regia Polizia di Napoli. Ottimo investigatore e uomo integerrimo (senza interessi di carriera)è ben visto dai suoi superiori come il vicequestore Garzo che prende spesso i meriti dei successi investigativi del Commissario Ricciardi sebbene non tolleri la sua indipendenza nello svolgimento delle indagini, durale le quali non guarda in faccia nessuno comeme i notabili della città sia coloro che appartengano all'alta borghesia sia alla potente aristocrazia. Tra i colleghi non esite empatia a causa del carattere ombroso e triste a causa del 'Fatto' che tiene gelosamente segreto sebbene oncorra alla soluzione positiva di casi complessi, suscitando la gelosia dei colleghi i quali ipotizzano addirittura un patto col demonio. Questo romanzo inizia con la morte del Professore Tullio Iovine di Castello, caduto dal Balcone dello studio nel policlinico della regia università, giacche copriva l'incarico della direzione del reparto di Ginecologia. La caduta del professionista diventa oggetto di doppia interpretazione: o evento accidentale, oppure un volontario atto di suicidio, sebbene non sia esclusa l'ìpotesi di omicidio.
Il Commissario fu il primo a vedere il morto ed il raccapricciante spettacolo dal quale nasceva il dubbio, si è buttato da solo o l'hanno buttato giù? Ricciardi chino sul cadavere udì un sussurro ripetuto:''Sisinella e l'amore, l'amore e Sisinella''......, ultimo pensiero al termine della caduta e l'inizio della morte. Ricciardi e Maione con l'ispezione dello lo studio del direttore al policlinico, speravano di trovare una lettera a conferma del suicidio del direttore. Ma non videro lettere né biglietti d'addio, altresì scoprirono un regalo dentro una picola scatola chiusa sul piano della scrivania. Apertala videro un'anello d'oro di raffinata fattura con un grosso brillante al centro. All'interno del cerchio era inciso il nome della moglie del direttore, Maria Carmela. Il brigadiere Maione prosegue nella ricerca d'indizi probatori, aprendo i casseti della scrivania. Nell'ultimo trova una scatola uguale alla precedente. Ricciardi aprendola vede un'anello uguale nella fattura a con un brillante più grande del dono alla moglie in occasione del vicino onomastico e con inciso nel cerchio 'Sisinella'. Ora Ricciardi comprende che l'esimio dottore aveva l'amante e tradiva la moglie. Ricciardi con Maione devono trovarla nonchè occorre interrogare il gioielliere. Si incontrano con Teresa Luongo (alias Sisinella)una bella ragazza di vita che si è rifatta con i regali(vestiti, gioielli, denaro e pure una casa) dell'innamorato Professore, buttato giù dal Balcone per l'amore con una giovane donna che haimé lo tradiva con un coetaneo: miserie della fame e del tradimento. Con l'orefice (Mastro Coviello) la visità non dette risultati particolari per le indagini in corso. Il gioielliere appare amaramente deluso del modo in cui erano finite le sue opere d'arte, tradite da un imbroglio d'amore. In una seconda visita trovarono Nicola Coviello impiccato volontariamente nella misera bottega. Ricciardi si accosta al cadavere che gli dice: ''in fondo al mio cuore''. In quel momento il Commisario intuisce chi poteva compiere il delitto: il 'Fatto' lo stimolo a scegliere la via da seguire. Nel romanzo vivono altre storie, come la gelosia che rode il brigadiere Raffaele Maione che sospetta un tradimento della moglie Lucia, quindi inzia ad indagare. La partenza di Enrica a Ischia per l'insegnamento estivo, innamorata del Commissario, combattuto a sua volta nella dubbio tra la matura ma ancora bella Livia Motrone e la dolce Enrica. Il peggioramento di salute della tata Rosa, considerata da Luigi Alfredo come una seconda madre. È il romanzo più bello di De Giovannni che forse indurrà il lettore a leggere tutta la saga del Commissario Ricciardi purché in ordine cronologico per il motivo che la descrizione dei personggi si evolve nelle opere così anche le loro azioni.
Acquila43
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